 Iris o giaggiolo In lingua greca il termine iris significava arcobaleno e Iris o Iride veniva chiamata la dea splendente e dalle ali dorate che, messaggera celeste dei celesti dei, Omero omaggia dell'epiteto rugiadosa. Iris era la personificazione dell'arcobaleno, poiché era sottoforma di arco iridato che essa si manifestava agli umani mortali, e Virgilio nella sua Eneide la evoca come ornamento del cielo. Il linguaggio dei fiori ha affidato all'Iris il dolce compito di annunciare e di propiziare le novità più liete e gioiose. Gli iris crescono ovunque nel giardino, generosi e profumati, e con i loro variopinti colori allietano il nascere della primavera. Il termine giaggiolo nasce dalla forma allungata delle foglie, simili a piccole spade, che gli antichi romani chiamavano gladiolus. Ma già nel XV sec. a.C. gli egizi ne potevano ammirare la bellezza e utilizzavano i rizomi in medicina, per curare i malanni, in profumeria, sottoforma di cipria, con la quale le belle egiziane si cospargevano spesso e copiosamente, e nelle arti magiche, per la creazione di pozioni e filtri d'amore. Ancora oggi è possibile ammirare nel tempio di Ammone a Tebe un Iris Oncocyclus riprodotto in un'incisione dedicata a Thutmosis I, il faraone che introdusse questo fiore dalla Siria. L'Iris ha origini asiatiche e insieme alla peonia e al crisantemo è il fiore nazionale del Giappone e da sempre viene tradizionalmente coltivato nei cimiteri maomettani poichè rappresenta la speranza nella vita ultraterena per i Mussulmani. Carlo Magno ne impose la coltivazione in Francia, ma è agli Arabi che va il merito di aver introdotto in Spagna e quindi diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo questo fiore dalla struttura a 3, 3 petali interni eretti e 3 petali esterni ricadenti. In Europa molti saranno i suoi ammiratori, tra cui Shakespeare, che spesso si riferiva ai giaggioli con il nome anglicizzato di flowers de luce, ma vi saranno anche degli equivoci che ne offuscheranno il nome e la fama. Per esempio l'emblema di Firenze, universalmente identificato con il giglio, era in origine un Iris rosso. E anche in Francia il giglio di Francia era un Iris. Il re Luigi VII, uscito vittorioso da una battaglia, vide un campo fiorito di giaggioli e la notte successiva decise di fare dell'Iris l'emblema del suo regno. Il fiore fu ribattezzato fleur de Louis, dal nome del monarca, ma l'assonanza nella pronuncia ed una certa somiglianza tra i due fiori fece sì che, ben presto, l'Iris venisse confuso con il giglio, fleur de lys in francese. in alto |